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Dopo l’approvazione della legge 24/2017, la Federazione Nazionale degli Ordini degli infermieri (#Fnopi), il Consiglio Nazionale Forense e il Consiglio Superiore della Magistratura firmano un protocollo di intesa. Obiettivo: la sua applicazione sulla responsabilità sanitaria per quanto riguarda la professione infermieristica con "parametri qualitativamente elevati per la revisione e la tenuta degli albi (dei periti e dei consulenti tecnici tenuti dai Tribunali, ndr.), affinché, in tutti i procedimenti civili e penali che richiedono il supporto conoscitivo delle discipline mediche e sanitarie, le figure del perito e del consulente tecnico siano in grado di garantire all'autorità giudiziaria un contributo professionalmente qualificato" si legge in un comunicato Fnopi che concorrerà all'attuazione delle linee guida per l’armonizzazione dei criteri di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici, già indicate da FNOMCeO il 24 maggio scorso.

Grande la soddisfazione dell’associazione dei Professionisti Sanitari Assicurativi e Forensi (#PSAF) che da anni auspicano questo tipo di sinergie. “La legge prima e la notizia del protocollo di intesa fra le parti chiamate in causa vanno nello spirito della nostra associazione” dichiara Raffaele Zinno, Presidente nazionale PSAF. “Appare evidente che le linee guida delle attività forensi siano elaborate da un tavolo multidisciplinare secondo il principio della collegialità di cui all'art. 15 della L. 24/17. PSAF nasce per questo, e non si può sottacere l’ulteriore necessità di corsi di formazione e master, rivolti a una platea di specialisti in varie branche, finalizzati all'acquisizione di particolari competenze nell'ambito giuridico e nell'ambito della responsabilità sanitaria, nell'esigenza di un linguaggio unico. Prossimo obiettivo sarà recuperare il rapporto fiduciario tra medico e paziente”.

La legge n. 24/2017 rappresenta un provvedimento giuridico innovativo che amplifica, nella sostanza, il concetto di diritto alla salute costituzionalmente tutelato dall'art. 32, in quanto la “sicurezza delle cure” diventa una “parte costitutiva del diritto alla salute” conclude Raffaele Zinno.
“Tutto questo - così Federico Gelli, già deputato PD e promotore della Legge sulla Responsabilità Professionale - rappresenta un ulteriore passo in avanti a garanzia del cittadino, in attesa che gli ultimi decreti attuativi vengano elaborati dal Ministero della #Salute e dal Ministero dello Sviluppo economico per poter finalmente dare piena operatività ad una legge fondamentale tanto per la tenuta del Ssn quanto per la realizzazione di un rinnovato equilibrio tra operatori sanitari e cittadini”